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Eugenio Saguatti

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è nato a Bologna nel 1968, dove vive tutt’ora. Caos a Qasrabad è il suo primo romanzo.

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  1. IL FENOMENO SAGUATTI

25 Commenti a “Eugenio Saguatti”

  1. ILARIA scrive:

    leggerò il libro quanto prima: sono proprio curiosa! ILARIA

  2. Marta scrive:

    Evviva !!!!! Evviva……. Marta

  3. Lorenzo scrive:

    Mi associo a Ilaria per quanto riguarda la curiosità. Non vado matto per il fantasy ma adoro gialli, noir, fantascienza e mi stuzzica l’idea di esplorare un giallo con ambientazione fantasy. Commistione di generi nuova (mi pare) e interessante. Quando e dove si può trovare il libro? LORENZO

  4. Elena scrive:

    SEI UN MITO BELLISSIMA LA COPERTINA LO COMPRERO’

  5. Mich scrive:

    E’ bello sapere che dopo tanto lavoro anche il resto del mondo potrà godere dei tuoi scritti e della tua genialità….. come direbbero gli amici oltreoceano “go go go Euge!!!”

  6. Eugene scrive:

    @ Ilaria: Bene, spero che sarà all’altezza delle aspettative.

    @ Marta: Davvero: evviva!

    @ Lorenzo: L’anteprima sarà a Modena, al Foro Boario, domenica 14 marzo alle 11,30. Al momento giusto daremo il comunicato ufficiale.
    Se sei di quelle parti ti aspetto, sei il benvenuto. Dal giorno dopo dovresti trovarlo in libreria.
    Sulla commistione dei generi… beh, sfondi una porta aperta.

    @ Elena: Poi mi saprai dire :)

    @ Mich: Genialità? Quale genialità? Vabbè, al di là degli scherzi, di sicuro ci ho messo passione e cura; sarete voi a dirmi se ne è valsa la pena. E… sì, certo: go go go!

  7. Lorenzo scrive:

    Grazie per la dritta dell’anteprima, credo proprio che ci sarò e che comprerò il tuo libro (ha ragione Elena, la copertina è molto bella). voglio vedere se, oltre alla faccia, c’hai pure la stoffa dello scrittore! ;)

  8. Fra scrive:

    Da una che ha avuto il privilegio di leggere (più e più volte!) Caos a Qasrabad in fase ‘pre’: è una storia che vi terrà inchiodati al divano a mangiarvi le unghie, curiosi, spaventati, divertiti, ma che stuzzicherà anche i palati più esigenti, chi non si accontenta di una trama avvincente e pretende che un libro sia scritto bene e impeccabile anche sul piano tecnico e stilistico.
    Parola di Fra – qualunque cosa questo significhi per voi. :) )

  9. cesare scrive:

    fra chi legge ad alta voce (per mestiere o per diletto)
    e chi scrive libri (per mestiere e per diletto),
    c’è una naturale simbiosi per la sopravvivenza
    e una segreta osmosi di simpatia -
    leggerò davvero volentieri il tuo libro, per il quale ti auguro un enorme successo -
    CESARE

  10. Eugene scrive:

    @ Lorenzo: Sono contento che apprezzi la copertina, è già un ottimo inizio. Se ci sarai a Modena fatti riconoscere, mi farà piacere incontrarti di persona.
    Per sapere se ho la stoffa dello scrittore mi sa che devi rischiare.

  11. Eugene scrive:

    @ Fra: Privilegio? Forse volevi dire jattura! Lo conosci quasi meglio di me quel libro. In ogni caso coraggio, stiamo per andare in stampa, quindi è finita.
    Grazie per la recensione.

  12. Eugene scrive:

    @ Cesare: Vero. Leggere ad alta voce è uno dei modi più belli per far vivere un libro. Il lettore fa sì che il libro esista, il libro fa sì che il lettore esista.
    Grazie per l’augurio.

  13. Stefania scrive:

    Non vedo l’ora di acquistarlo! Spero di trovarlo presto anche nella mia città!

  14. Eugene scrive:

    Ciao Stefania. Se vieni a Modena ti ringrazio di persona per la fiducia, altrimenti spero di venire io a presentare nella tua città.

  15. Mery scrive:

    In bocca al lupo per la tua carriera di scrittore!
    Non potrò essere a Modena ma spero presenterai il tuo libro anche qui a Bologna, che è la tua città! …tsè, questi scrittori, appena diventano celebri ci snobbano! ;-) sto scherzando!
    Saluti cari,
    Mery

  16. Eugene scrive:

    Crepi il lupo! Grazie Mery.
    Di sicuro presenterò anche a Bologna, appena saprò dove-come-quando lo farò sapere.
    Gli scrittori, che brutta gente.

  17. mariangela scrive:

    Ho acquistato Caos a Qasrabad per caso, ad una fiera. Mi è piaciuto e seno felice di aver contribuito alla divulgazione di un fantasy italiano (tra l’altro io sono di Sassuolo – MO – non potevo lasciarlo perdere)

  18. Eugene scrive:

    Grazie Mariangela :)
    Sono contento che tu abbia trascorso un po’ del tuo tempo a Qasrabad. Se ti è piaciuto continua a parlarne. Se capiti a Bologna fatti sentire.

  19. mariangela scrive:

    Scusa, vedo solo ora che rispondi in questa pagina web.
    Questo link forse ti interessa :) facciamo recensioni (e ce ne sono un tot)
    http://www.preferiscoleggere.splinder.com/
    (vai a venerdì 16 aprile)
    magari ti va di lasciare un segno del tuo passaggio.

  20. Eugene scrive:

    Grazie Mariangela, ho letto la tua recensione e ho lasciato un commento.
    Complimenti per il tuo sito, mi sa che andrò a leggermi un po’ dei tuoi post.
    Come ti ho scritto, se vuoi puoi trovarmi su Facebook col mio vero nome, oppure su aNobii (dove mi ero iscritto proprio per le recensioni degli utenti) con il nickname In_mezzo_alla_segale.
    Se hai domande o curiosità, su Qasrabad ma non solo, sarò lieto di risponderti.
    A presto.

  21. Mariangela scrive:

    Ho visto i commenti, grazie.
    A quando la seconda uscita? Hai già un’idea delle tempistiche?

    PS: una precisazione doverosa, ;) il sito non è mio, siamo in 4 a scriverci.
    buon lavoro.

  22. Eugene scrive:

    Sorry, non avevo visto che eravate in quattro.

    Per “seconda uscita” cosa intendi? Il seguito? No vero, stai scherzando…
    Se intendevi quello, l’ho iniziato, ma ci vorrà ancora parecchio tempo. Mi auguro di farcela prima della dine del mondo, nel 2012.
    Nel frattempo vuoi qualche anticipazione? Chiedi pure.

  23. Mariangela scrive:

    ovvio che intendevo quello :)
    sai da noi come si dice no? hai voluto la bicicletta… pedala!

    tieni presente che riguardo alla fine del mondo, devi pubblicare un pochino prima così abbiamo il tempo di leggere.

  24. Eugene scrive:

    Come dici? Sto pedalando talmente veloce che non ti sento!

    A parte gli scherzi, non chiedo di meglio che scrivere, ti assicuro. Ho preso decisioni anche un po’ folli pur di dare il giusto spazio alle storie che voglio raccontare.

    In questi giorni sto facendo ricerche. Alfabeti, rune, segni, linguaggi. Non so se servirà, ma è probabile di sì. Intanto metto in cascina. E poi nomi. Nomi antichi, parole in altre lingue, significati evidenti e nascosti.
    Qualcosa sta bollendo in pentola.

    Dovrei farcela prima della fine del mondo.

  25. M.R. scrive:

    IN MARGINE AL ROMANZO DI E. SAGUATTI, CAOS A QASRABAD

    1) Che cosa ho apprezzato: la capacità di raccontare
    La storia ha tutti gli elementi per essere inquietante: delitti multipli realizzati con modalità insolita; per di più, ad essere uccisi sono giovani ingenui colpiti in un luogo, la scuola, a cui si affidano.
    Eppure il romanzo non suscita orrore, neppure spavento: produce invece effetto di viva curiosità. Vogliamo conoscere dove ci porteranno i nuovi incontri, quali scenari ci si apriranno davanti, chi saranno i veri colpevoli.
    Perché? Tutto dipende dalla modalità della narrazione: nulla infatti è in presa diretta, ma ogni cosa ci arriva dalla voce del narratore che tiene i fili della storia e li distende o li frena quanto serve per controllare la nostra attenzione. E’ lui che ci riporta i dialoghi dei personaggi, è lui che ricostruisce con le sue parole le scene delle battaglie e le immagini dei luoghi; è lui che abbassa il tono della voce, fa una pausa di silenzio per farci trattenere il respiro prima di svelarci un nuovo particolare. [Si veda come esempio significativo a pag. 259]
    L’impressione è quella di ascoltare qualcuno che sta “giocando seriamente”
    a creare con noi qualcosa di diverso dal reale, una sorta di sopramondo fatto di storie dilettose e nuove.

    2) Il mondo di Qasrabad: un fantasy di stampo illuministico?
    Le molteplici allitterazioni del titolo, l’incontro-scontro di suoni simili tra loro, ma ostici negli accostamenti suggeriscono l’idea di uno sconvolgimento radicale. E in effetti il rischio è proprio quello del trionfo del Caos totale in un luogo, Qasrabad che, a ben vedere, è invece modello di razionalità e armonia.
    Equilibrio nei rapporti fra i personaggi, garbo nell’ironia e nel parlato sono un primo elemento originario del mondo di Qasrabad.
    La società, poi, pur variamente stratificata e basata sulle differenze risulta bene integrata: vi convivono infatti, assieme ai semplici umani, creature che hanno intelligenza più esclusivamente pratica, come i goblin, accanto ad altre di capacità più raffinate come elfi e maghi. Esseri tutti accomunati dalla medesima soggezione alla morte, al dolore, all’amicizia, all’amore e tutti capaci di sorridere.
    A Qasrabad e dintorni la pratica della magia è di casa, naturalmente: non mancano rimedi come il Risana che, promettendo ciò che dice, può dare pronta guarigione; o invenzioni come i Leys che, pur velocissimi, non inquinano e … non costano.
    Ma non è solo in queste simpatiche creazioni il suo interesse; quella di Qarsabad è una magia interessante per la sua natura scientifica, è un tentativo di controllare forze naturali, non di negarle. Anche chi la pratica vi ha sì una particolare inclinazione, ma non deve dimenticare di esercitarla, di alimentarla con l’impegno, sotto la guida di maestri quali la ragione, il pensiero, la riflessione.
    [Pag. 380]
    E’ fuori luogo interpretare questo racconto come utopia di un mondo possibile, almeno dell’ottica di uno Scrittore di fantasy, razionalista “convinto”?


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